Recuperare, al principio del terzo millennio,una spiritualità sommersa e paralizzata dal formalismo, ritornare al cristianesimo primitivo, carico di forza e vigore. Il canto gregoriano non appartiene ai musei sonori, ma è il canto dell’innamorato che non si stanca mai di comunicare la fede, il canto che risveglia il desiderio d’infinito attraverso il silenzio e l’intimo ascolto della Parola di Dio.
Domani,
martedì 6 maggio, alle ore 18:00 il Coro lametino Ancillae Domini
inaugurerà, con un concerto di canti gregoriani e polifonia medievale,
la nuova sala conferenze del Museo della Certosa di Serra San Bruno.
Non è la prima volta che il priore
dell’Ordine don Jacques Dupont rivolge l’invito alle Ancillae Domini; il
coro è stato presente con un suggestivo concerto nel 2001, in occasione
dell’anniversario della morte del Santo.
Il programma del concerto di domani
sera, che mira alla riscoperta di un culto che ha origini antichissime e
profonde radici in Oriente e Occidente, è dedicato interamente a Maria
-Vergine, Madre e Regina-, guida dell’umanità in cammino; prevista
l’esecuzione di canti mariani della tradizione certosina e di altri
centri monastici calabresi.
L’occasione
è data da un convegno sulla figura del Santo, con relatori il priore
Jacques Dupont, il sindaco Bruno Rosi, il direttore del Museo Fabio
Tassone e l’assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri.
Quest’anno ricorrono i 500 anni dalla canonizzazione di San Bruno e, per
quanto riguarda la Calabria in particolare, il 5° centenario dal
ritorno dei Certosini nell’eremo di Santo Stefano, a Serra San Bruno,
città dov’è collocato uno dei più prestigiosi monumenti mondiali della
Calabria.
La presenza al Museo della Certosa di
Serra San Bruno del coro Ancillae Domini, che viene considerato da anni
specialista nel repertorio gregoriano, rappresenta un altro tassello che
si va ad aggiungere ad altri importanti riconoscimenti del livello
musicale raggiunto per il gruppo femminile, composto dalle voci soliste
di Maria Gabriella De Capitani, Enza Mirabelli, Maria Sabrina Funaro,
Armida Nicotera, Marcella Rossin e AngelaScalise, sotto la direzione del
M° Licia Di Salvo.
Le Ancillae operano nel territorio da oltre un decennio con interventi solistici prestigiosi; degno
di menzione quello in collaborazione con la Cappella Musicale
Pontificia, durante la Messa papale presieduta da Giovanni Paolo II
(nell’elenco dei santi dal 27 aprile 2014) nel 2003.
Presenti laddove si promuova e valorizzi
la pregnanza di questo canto sacro, le Ancillae Domini sono
costantemente attive, a livello regionale e nazionale, in campo
liturgico e didattico, con esecuzioni di melodie gregoriane sia durante
celebrazioni che in occasioni di conferenze. “Il gruppo –spiega il
maestro Licia Di Salvo- si propone di divulgare e promuovere la
conoscenza autentica e profonda di un canto di incommensurabile
bellezza, il cui patrimonio non va dimenticato o relegato agli archivi
sonori, ma restituito con orgoglio e dignità, perché è la prima
espressione musicale di fede dell’umanità cristiana. Nato come
preghiera, come nuda azione di elevazione –aggiunge la Di Salvo-, il
canto gregoriano divenne vita liturgica, melodia che risvegliava il
desiderio d’infinito, che rendeva sensibile la profondità di Dio, che
era l’abito su misura della Sua Parola. Tuttavia –conclude il maestro-
il tempo e le mode lo hanno a poco a poco relegato, se non del tutto
dimenticato, e le Ancillae Domini continuano con impegno e passione la
sua valorizzazione, certe che la spiritualità non sia patrimonio di
pochi, ma che , ossia che il canto avvicini e
accomuni chiunque con esso sappia amare e pregare”.
Lamezia Terme - Il Coro lametino
Ancillae Domini inaugurerà martedì 6 maggio alle 18:00 con un concerto
di canti gregoriani e polifonia medievale, la nuova sala conferenze del
Museo della Certosa di Serra San Bruno, in occasione del Convegno sulla
figura del Santo, relatori il Priore dell’ordine Don Jacques Dupont, il
sindaco Bruno Rosi, il direttore del Museo, Fabio Tassone, e l’assessore
Regionale alla Cultura, Mario Caligiuri.
Quest’anno, infatti, ricorrono i
cinquecento anni dalla canonizzazione di San Bruno e per quanto riguarda
la Calabria, in particolare, dal ritorno dei Certosini nell’eremo di
Santo Stefano, a Serra San Bruno, città dov’è collocato uno dei più
prestigiosi monumenti mondiali della Calabria. Il programma del 6 maggio
è dedicato interamente a Maria Vergine, Madre e Regina, guida
dell’umanità in cammino, alla riscoperta di un culto che ha origini
antichissime e profonde radici in Oriente e Occidente. Si prevede
l’esecuzione di canti mariani della tradizione certosina e di altri
centri monastici calabresi. Le Ancillae è composto dalle voci soliste di
Maria Gabriella De Capitani, Enza Mirabelli, Maria Sabrina Funaro,
Armida Nicotera, Marcella Rossin e Angela Scalise, dirette dal M° Licia
Di Salvo, e da oltre un decennio operano nel territorio, a livello
regionale e nazionale, in campo liturgico e didattico con esecuzioni di
melodie gregoriane sia durante celebrazioni che in occasioni di
conferenze.